BitGold acquisisce GoldMoney; usa tecnologia blockchain

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Prima di BitGold è stata GoldMoney a cercare di risolvere i problemi legati all’oro come valuta, ma per motivi legislativi e regolatori GoldMoney ha dovuto discontinuare il loro sistema di pagamenti p2p nel 2012. Esiste anche la BullionStar in Singapore.

L’azienda oggi esistente più longeva del mondo per servizi di vaulting tramite Internet, ovvero la britannica GoldMoney, ha però venerdi annunciato il takeover da Bitgold (TSX-V: XAU) dell’azienda inglese.

Il costo era di ca 11 milioni di azioni nuove per un valore di ca CAD 52 mln, cioè secondo il prezzo di chiusura di giovedì 21 maggio di 4.65 CAD.

Così sappiamo finalmente perché la startupper BitGold è uscita con l’IPO così prematuramente come descritto settimana scorsa. Senza molti asset sotto la cintura avevano bisogno di poter pagare con quote marked to market. Continua a leggere…

Aspettando l’OPEC, improbabile un taglio produzione

old rigDue volte all’anno i membri dell’OPEC si incontrano a Vienna per discutere l’equilibrio tra domanda e offerta di greggio per poi cercare di mettersi d’accordo su una quota di produzione.

Durante l’ultimo incontro del 27 novembre ’14 i membri non sono riusciti a decidere la quota giusta. Tra chi voleva abbassare la produzione per proteggere i prezzi e chi aveva bisogno di proteggere il market share hanno vinto gli ultimi, con il risultato che il prezzo del petrolio è crollato del 50% in 2 mesi.

Il prossimo meeting è il 5 giugno e il mondo intero sta speculando sul risultato. Questa volta le condizioni di mercato sono diverse. Il prezzo è stato in un trend al rialzo dalla metà di marzo fino all’inizio di maggio, la domanda si sta rafforzando sui prezzi bassi, e la produzione ex-OPEC è in diminuzione.

Vista la determinazione di OPEC di proteggere il suo market share non penso che il 5 giugno venga fuori un taglio della produzione. E non penso neanche lo facciano in novembre, sempre che riescano a tenere la produzone al livello di oggi per così tanto tempo. Continua a leggere…

Bitgold: il tuo oro esiste davvero?

gold_nuggetsSchiacciando almeno un alluce di un proprietario Bitcoin che molto probabilmente ha perso (un sacco di) soldi quando la bolla è scoppiata, mi ci si pone comunque la domanda: come facciamo a essere sicuri del nostro oro Bitgold?

La risposta è che non possiamo mai essere sicuri del 100% per quanto riguarda i nostri risparmi, ma ci sono sistemi più siciri di altri.

Bitcoin è certamente e certificatamente molto poco sicuro, essendoci regolarmente notizie di enormi quantità di bitcoin rubati. E non essendoci garanzie o rintracciabilità, quando succede (non se, ma quando) li hai persi e basta. Continua a leggere…

Bitgold: finalmente compri la verdura con l’oro

Aggiornamento 21 maggio: Se andate sul sito della Bitgold cliccando questo link: BitGold.com/r/XV6Hxt per l’apertura del conto vi regalano 0.25 grammi di oro del valore di ca 8 euro oggi, e anche me li regalano.

Il primo servizio di pagamenti tramite l’oro si chiama Bitgold. Esiste da un paio d’anni pare, ma una settimana fa ha fatto l’IPO e qualche insider si è trovato multimilionario. Da 5 CADcent a 8 CAD per poi fermarsi a 6 CAD ca, oggi: Bitgolf 20 maggio 2015 Continua a leggere…

BIS: la crescita è più grande in periodi di deflazione, inflazione NON crea crescita

b0a11-bubblesandmaniasContinuando la ricerca del santo graal, ovvero i fatti, da non confondere con le stime indovinate dagli analisti, sulla domanda globale di petrolio, ho letto un articolo un po’ confuso nel FT sul pericolo del crollo dell’inflazione in Asia. Il Financial Times come anche The Economist è solidamente centralbankiana, e sostiene interventi centralbankiani come mezzo di controllo dell’inflazione nell’illusione che l’inflazione crea crescita. Ora la Bank of International Settlements ha deciso di dire la sua, e lo fa con un paper uscito in marzo citato dall’articolo. Il paper è abbastanza lungo ma il succo della mela è che non esiste nessun link tra deflazione e debolezza economica. Meglio, eiste un link, ma solo includendo la depressione tremenda degli anni interbellici dal 1929 al 1938. Escludendo quegli anni, la crescita economica è correlata positivamente a periodi di deflazione. Continua a leggere…

Arabia Saudita e il mercato statunitense mancato

È dal 2011 che i consumi statunitensi si stanno riprendendo dal minimo in febbraio 2011 di 386mln (ca 13.8 mln al giorno).

Ho preso i dati EIA per le importazioni e li ho sommati alla produzione statunitense invece di prendere direttamente il dato per il consumo.

In febbraio 2015 che è l’ultimo dato fornito da EIA sono a 458mln di barili, ca 16.3 mln al giorno.

imports and prod USA Continua a leggere…

Petrolio, dollaro e lo SP500 in attesa del prossimo treno

È tutto in attesa che succeda qualcosa.

Il petrolio gira intorno alla pappa in punta di piedi, probabilmente non del tutto convinto degli ultimi numeri incoraggianti della EIA sui livelli di stoccaggio:

brent 14 maggio 2015

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IEA prevede che gap tra domanda e offerta si allarga ulteriormente

Il grafico pubblicato il 4 febbraio sui numeri IEA dimostrava un gap tra domanda e offerta che si allargava dal Q414 al Q115:

domanda offerta petrolio IEA 4 feb 2015

L’aggiornamento IEA del current report uscito quasi un mese fa, il 15 aprile, prevede un ulteriore allargamento tra il Q115 e il Q215. La sovrapproduzione aumenta da 1.5 milioni di barili al giorno a 1.8 milioni di barili al giorno:

IEA domanda e offerta

Quindi in 1Q15 ci sono stati pare 135 milioni di barili di troppo, mentre nel 2Q questi saranno 164 milioni di questi barili marginali che dovrebbero decidere il prezzo.

Per il 3Q15 si prevedono soli 0.3 mln di barili o 28 mln di barili di troppo mentre nel 4Q15 saremo equilibrati.

Rimane il fatto che nel frattempo, cioè fino a fine 2015, non avremo mai sovrapprodotto così tanto, quasi 600 milioni di barili.

Il prezzo ha cominciato a scendere fine giugno 2014, dopo 6 mesi di sovrapproduzione o ben 145 mln in totale. Nel 2008 i prezzo ha crollato dopo solo un trimestre di sovrapproduzione, in totale 9 mln di barili. La sovrapproduzione del 2008 si fermava a 255 milioni di barili.

IEA over and undersupply

Se IEA ha ragione, e se i fondamentali hanno qualcosa da dire sul prezzo del petrolio, non possiamo non vedere un ritorno al livello di due mesi fa, ca 20 dollari in meno dal picco raggiunto settimana scorsa.

Brent forward, spread ancora meno

Come ho scritto il 16 aprile una curva forward più piatta significa più equilibrio tra domanda e offerta nel  futuro, il che dovrebbe portare a prezzi più alti. Se in marzo c’era uno spread di 6 dollari tra il contratto giugno-15 e il contratto dicembre-15, solo un mese dopo questo spread si era ridotto a 3.70 dollari.

Ora il 7 maggio lo spread jun-15/dec-15 è di 2.86 dollari, quasi un dollaro in meno ancora.

Nello stesso modo si è ristretto lo spread jun-15/jan-15 da 4.12 a 3.16, e lo spread jun-15/jun/16 da 5.87 a 4.19.

Higher oil prices ahead?

Higher oil prices ahead?

La curva è ancora in contango. Ma il prezzo futuro visto oggi è aumentato da 5 a 7 dollari lungo tutta la linea.

Civati ha capito cos’è la Powerwall

Pippo Civati un giorno dopo il mio frustrato post sulla Powerwall ha descritto la stessa perplessità di fronte alla tanta “rabbia” o non so come sarebbe meglio chiamarla, ogni volta che l’innovazione si chiama tecnologia pulita.

Le stesse persone che si defniscono libertariani e che professano amore per tutto quello che è ingenuità umana, la tecnologia che equivale sempre il progresso etc, basta che ci sia irradiamento solare invece di molecola idrocarburica a fargli sentire mancare l’aria. Povera gente, in realtà.

Civati scrive:

Hanno promosso e approvato – senza voler parlare di leggi elettorali, riforme del lavoro e della costituzione – cementificazioni e trivellazioni, e ce li siamo trovati in tivù a deridere le ragioni di chi difende l’ambiente o crede che il futuro passi attraverso soluzioni differenti. Peccato (soprattutto per loro): perché invece il futuro sarebbe a portata di mano, basterebbe imparare a sposare tradizione e cambiamento, coniugando cose antiche come i diritti e nuovissime come l’innovazione.

E meno male.

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