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breve riassunto petrolio e oro

Il petrolio ha finalmente toccato il FOB38, e spero vivamente che si fermi qua. È sempre pesante vedere diminuire le posizioni.

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WTI a resistenza al ribasso

Il petrolio continuerà il rally se riesce a salire sopra la resistenza disegnata in blu.

La linea arancione è la linea di trend dal basso di febbraio. Li il WTI si è fermato il 14 giugno, per poi rompere ingiù e riprendersi per un’altra settimana. La sorpresa del Brexit (diciamolo così) l’ha fatto scendere di nuovo sotto.

WTI 4 July

Le linee rosse sono la mia previsione di un mese fa.

Nel frattempo questi movimenti hanno creato un trend al ribasso con il tetto disegnato appunto in blu. Può darsi che non riusciamo a romperlo, i dati sui consumi statunitensi non sono fortissimi per esempio.

Non intendo ancora preoccuparmi per ERX e le posizioni in stock petroliferi. Ormai è tutto in verde, e gli stock seguiranno più i mercati azionari che il petrolio, se questo rimane al livello attuale e non fa un ulteriore tuffo.

Probabilità alta che il supercycle commoditie sia finito

Oggi le candele sono tutti verdi e il petrolio (WTI) si trova di nuovo al livello che vale dal 18 maggio ca. Il mio target a breve di $56 potrebbe ancora funzionare ma bisogna ricordarsi che il prezzo si era fermato già da un mese, invece di reagire per esempio sulla notizia saudita che si va verso il bilanciamento. In altre parole, ci potrebbero essere altri fantasmi dietro la porta ad attendere di spaventarci. Tipo una recessione statunitense nel Q3 oppure, ancora più misticamente, che Jim Rogers ha ragione sui suoi super-cycles dei commodities.

Nel luglio del 2014 Rogers ha detto che il supercycle potrebbe durare ancora da 2 a 5 anni.

Quindi per il beneficio di tutti noi, ho creato il grafico del supercycle del WTI, usando i dati del prezzo in dollari-2015, come li ho trovato nel ultimo excel BP rilasciato due settimane fa.

Sui prezzi annuali ho semplicemente preso il ritorno annuale, sul quale poi ho calcolato una media mobile decennale, per avere uno smoothing interpretabile:

WTI supercycle

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portfolio update

È troppo presto sia per LABU che per l’argento, quindi oggi quando il petrolio è andato in territorio oversold ho preso una posizione in ERX a $29.16

Ecco il petrolio, forma di WTI:

petrolio 17 giu 16

Il 15 giugno si è fermato sulla linea di trend per poi ieri andare sotto. Chiaro che la ripresa oggi può essere solo uno short squeeze per buttare fuori speculatori, e allora uscirò con perdita. Ma forse no. La linea rossa è la mia previsione di due settimane fa, quando ho sostenuto che la prossima tappa, dopo una correzione, dovrebbe arrivare a 56-60. Vedremo.

 

 

E anche domani OPEC non farà nulla

Domani c’è l’ennesimo meeting “OPEC” dove per l’ennesima volta nessuno si metterà d’accordo per tagliare la produzione.

Per il momento non vedo altri rischi da eventi come l’incendio in Canada o gli attacchi alle infrastrutture petrolifere in Nigera che nell’ultimo mese hanno dato supporto al prezzo. Quindi ulteriore supporto deve venire da cambiamenti strutturali, ovvero il tanto atteso lentissimo riequilibrio.

L’Arabia Saudita dovrebbe avere due scelte: o aumentare la produzione, probabilmente possibile soltanto intaccando la spare capacity, oppure lasciare la produzione al livello attuale e accettare che il prezzo più alto vada a regalare market share al North Dakota, quando alcuni fracker si rimettono a produrre a palla. Continua a leggere…

OPEC irrelevante e lo sapevamo

E abbiamo l’ennesima conferma che il cartello illegale tra i paesi dittatorini sempre più marginalizzato non abbia più quella gloriosa presa sul mercato di pochi anni fa.

Ci hanno provato di nuovo, ma anche questa volta sono misaremente falliti a mettersi d’accordo sul taglio produzione.

Ci si poteva aspettare un ritorno ai 30 dollari, e invece il petrolio ha singhiozzato per un paio di giorni, prima di tornare al livello di una settimana fa.

WTI 19 apr 16

Le mie posizioni sono da cassettista e rimarranno sotto l’acqua ancora per un po, ma il mercato sta sniffando i fondamentali in transizione.

Sono convinta (e spero di non dover mangiare il mio cappello, perché ne ho uno solo ed è di Borsalino) che fra un anno guarderemo quel grafico dicendoci che ma non è possibile che non vedevamo il nuovo bull già un anno fa, che peccato.

I miei stock perdevano pesantemente il primo giorno, e si sono già abbastanza ripresi.

 

Petrolio testa i $40 ma i fondamentali non ci sono

Il Oil Market Report di IEA è ancora fermo al 9 febbraio per noi comuni mortali che non paghiamo per avere le loro indovinazioni in tempo reale.

E al 9 febbraio il tutto era ancora più pessimista sulla sovrapproduzione rispetto ai numeri di gennaio, che almeno per il Q4 del 2016 aveva un ritorno alla vecchia normalità con una produzione demand driven. I numeri ora invece danno surplus di produzione ancora fino alla fine dell’anno. Ovviamente le ultime 4 barre nel grafico sotto sono “stime” della IEA e cambieranno durante i prossimi mesi.

stock petrolio e wti IEA.png

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Produzione shale giù, futures su

La produzione di shale oil negli Stati Uniti ha probabilmente piccato in marzo 2015. I sette giacimenti maggiori hanno insieme prodotto 5.5mln di barili al giorno quel mese.

Per febbraio 2016 il dato è di 5 mln tondi, con proiezioni  di 4.0 mln per marzo e 4.8 mln per aprile. -11% dal picco.

produzione shale fino a apr 16

 

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WTI nuova resistenza

Eccolo:

wti 29 gen 16

Picchierà la testa contro la linea arancione un paio di volte prima di ritentare di affondare. Poi sarà interessante vedere se scende sotto quei 27qualcosa del 20 gennaio. Se no, vedremo presto il nuovo bull. In ogni caso quando il petrolio riprende a scendere dovrebbero seguire le azioni.

Petrolio troppo depresso, solo il Blees è positivo

old rigIl petrolio è in quella fase deprimente del totale abbandono di qualsiasi sentimento bullish. In giro si vedono proiezioni per 20 e anche 10 dollari al barile. Addiritura  FT di oggi non c’è la fa a presentare solo un lato positivo, e fa condividere un articolo da due signori dall’opinione opposta.

Tecnicamente non c’è niente che potrebbe dare un po’ di speranza per una ripresa a breve. Le medie mobili puntano giù, il petrolio ha sotterato il livello minimo del 2008 di un dollaro, e non ci sono supporti a quel livello.

Fondamentalmente poi la produzione è ancora 1 milione in eccesso giornaliero rispetto al consumo, e tutti gli allarmi geopolitici per l’intero anno passato non sono riusciti a resuscitare il cadavere. Continua a leggere…

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