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Esportazione petrolio saudita sempre meno

old rigContinuando a guardare le fondamentali – petrolio ho aggiornato i grafico di aprile dove ho sovrapposto il cambiamento nella produzione mensile anno su anno, con il WTI, sempre mensile, cambiamento YoY.

I nuovi datapoint sono 4, prendendo da FT i numeri per la produzione saudita tra giugno e luglio, e ovviamente EIA per il prezzo del WTI.

Arabia Saudita vs WTI agosto 15

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Dollar index e petrolio a breve termine

Il dollar index ha continuato la discesa come previsto il 21 aprile e manca poco al livello del 92, fibo 23.60. In realtà dovrebbe tentare una ripresa, visto i livelli sottocomprati degli oscillatori, mentre i dati un po’ deludenti lato occupazione negli Stati Uniti dovrebbero indicarci che la Fed non inizierà presto lo smantellamento delle politiche espansive.

Dollar index 7 maggio '15

Dollar index 7 maggio ’15

Il petrolio dovrebbe quindi continuare anche quello verso 70 nel caso del Brent e verso 65 (forse) nel caso del WTI, prima di tornare giù verso i livelli di supporto.

I miei due swing dai quali uscirò quando mi convinco di uno stallo del dollaro hanno fatto dal 10 aprile +34% e +18%. Ho chiamato il fondo il 15 aprile ma in realtà ero già dentro da 5 giorni.

Allah ha deciso di aumentare il prezzo del greggio, WTI sopra i 60

E siamo sopra i 60 dollari, per la prima volta da dicembre scorso:

WTI over 60L’Arabia Saudita è strastufa di veder svanire il tesoretto e ha aumentato i prezzi di vendita agli Stati Uniti e Asia per segnali di forte domanda, e in Libya ci sono più casini del solito. Praticamente oggi chiude per il quarto giorno di fila sopra il rintracciamento fibo di 23.60. Potrebbe a questo punto continuare abbastanza velocemente verso i 70 prima di rintentare una discesa.

Allah volendo, ovviamente.

Secondo il ministro per l’energia saudita al-Naimi, solo Allah può decidere il prezzo del petrolio, da intervista CNBC. Se io potessi parlargli direttamente come al-Naimi chiederei un sacco di cose diverse, mica il prezzo del petrolio (no vabbè, anche quello).

Produzione shale ha piccato in marzo 2015

In gennaio mi sono chiesta come sarebbe stata la situazione rig in maggio, basato sul fatto che la volta precedente tra picco e basso dei numeri di rig ci sono voluti 7 mesi.

US rig count and weekly change

Oil rig count statunitense, e cambiamento settimanale

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Produzione saudita e il WTI

Ho creato un grafico sul cambiamento produzione saudita in kb/d YoY, e l’ho sovrapposto al WTI sempre YoY ma in %. I prezzi sono EIA, mentre i dati sulla produzione sono Jodi perché vanno fino a gennaio 15, i dati per febbraio e marzo sono IEA.

È evidente come il WTI quasi sempre anticipa un cambio nella quantità di greggio estratto dai sauditi.

SA prod change + WTI price change JODI

È il WTI a decidere la produzione saudita?

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Non ci saranno poi tutte queste bancarotte nel business shale

high yield bonds vs wtiLe migliaia di imprese operanti nel settore E&P americano, lato shale, sono estremamente indebitati e vicini alle bancarotte. Almeno secondo tutta la blogosfera me inclusa, FT, IlSole e quant’altro. Ma a volte guardando un grafico ci si può ricredere.

Per indebitati s’intende che hanno emesso obbligazioni con yield molto alti, visto il rating basso di quelle aziende.

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Minipost: Dollar index vs. WTI

L’indice del dollaro contro le maggiori valute è bellamente speculare al WTI, qua il dollaro in rosso, e il petrolio in nero:

Dollar index vs WTI

Se uno accetta che difficilmente il dollaro potrà rinforzarsi ulteriormente, e che ha raggiunto il picco, allora il WTI ha fondato e dovrà risalire per forza?

Rig count vs WTI

Prima era tutto facile

Prima era tutto facile

Vediamo il rig count.

Il numero di oil rig americani ha un’alta correlazione con il prezzo del WTI, e guardando il prezzo si può effettivamente esprimere una idea sul numero di rig futuro.

Nota: Purtroppo non funziona al contrario. Per dire qualcosa sul prezzo del petrolio basandosi su dei modelli quantitavivi servono sistemi di equazioni differenziali con molte variabili come stagionalità, stoccaggio, domanda, offerta, e indicatori macro-economici. e poi anche cose molto specifiche come il livello occupazionale nel settore petrolifero stesso. Alcuni laggano, altri leadano. Ed è per quello che nessuno riesce mai a prevederne l’andamento.

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Mancati futuri guadagni canadesi

Oggi ho scaricato un po’ di numeri per capire cosa c’è che non va con il greggio pesante canadese, a parte l’ovvio. Ultimamente le quotazioni di alcuni juniors che seguo soffrono, e si dice per colpa dello spread.

In questo caso lo spread non ha niente a che fare con la Germania, c’entra solo il WTI. Dei sette benchmark del petrolio più comuni, ogni anno vengono prodotte quantità minori. Al loro posto arrivano altri petroli, di più bassa qualità, che si propongono anche come benchmark, senza sfondare. Per esempio i greggi pesantucci canadesi, come il Western Canada Select. Il WCS è seguito da chi investe in Alberta, e si propone come nuovo benchmark con i suoi 250.000 barili al giorno, ma in realtà il dato che interessa agli investitori è lo spread al WTI. Questo aggiunge un livello di complessità, perché non solo il WTI ha la sua volatilità, ma anche il WCS. I prezzi di entrambe le qualità dipendono in una situazione normale, senza guerre – minacce di guerre, atti di terrorismo etc, dalla solita offerta, dalla domanda stagionale, limiti dei pipeline, e capacità delle raffinerie di usare il petrolio pesante. Continua a leggere…

Fine del rilascio dalle SPR

Il rilascio di Strategic Petroleum Reserves quest’estate ha reso la correlazione tra inventario SPR negli Stati Uniti e il prezzo spot del WTI ancora più alto, 0.87 (da 0.86 a fine giugno). Una correlazione alta indicherebbe che più viene stoccato nelle SPR, più alto sarà il prezzo WTI. È già successo varie volte nel passato che lo SPR fosse stato usato per correggere un prezzo che evidentemente veniva considerato troppo alto. Continua a leggere…

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