Tag Archive | Debito pubblico

Prossimamente in Grecia

Abbiamo il deal, da oggi chiamato il Agreekment, e in sostanza non ci sono novità, ovvero la Grecia non lascia l’euro e l’UE.

La migliore illustrazione che ho trovato online la dice piuttosto bene:

Agreekment

Tsipras è un populista che ha mentito dall’inizio alla fine al suo elettorato. Non durerà fino a natale.

I greci hanno scambiato un programma tostissimo per uno tosterrimo. Continua a leggere…

Democrazia greca fallita. 62% degli elettori NON HA VOTATO TSIPRAS.

Hypno-FedNonostante la mia posizione corta sulle borse, quindi dal disastro dovrei guadagnarci qualcosa a differenza dei greci, avrei preferito che i greci dimostrassero responsabilità per i debiti che hanno contratto negli anni votando Si.

Aspetta un po’ però…hanno votato veramente No?

Continua a leggere…

Cosa ci dicono i grafici sul default

A giudicare dalla forza nel dollaro sembra più probabile un default greco che un accordo: dollar index 23 juni 15+ 1% oggi, ma ha trovato resistenza sia dal MA50 che da fibo.

Certo che il dollaro potrebbe rinforzarsi in ogni caso. L’euro sarà più debole anche con la Grecia nell’euro, esattamente quello che vorrebbe la Bundeskanzlerin, visto che giova all’esportazione tedesca.

Poi però, l’oro in dollari è veramente debole. Sembra li oscillante in attesa di scendere, come fa in tempi di crisi finanziaria. Qua con la mia previsione dove dovrebbe finire prima di riprendere la famosa salita verso i 5000: oro in dollariQuindi dollaro forte e oro debole. Allora perché gli indici europei si comportano come se non ci dovesse essere nessun default? Da venerdi:

  • OMXS30 + 3.8 %
  • FTSEMIB + 5.5 % !!
  • DAX + 5.2 %
  • CAC + 5.14%
  • ASE + 13% !!!!

Economy facts: Il debito pubblico italiano e il PIL

debito pubblico in % sul PILNel 2013 il  PIL era in numeri 1.619.000.000.000, o 1.619 miliardi di euro. Questi per la prima volta includeva l’economia ombra, cioé prostituzione e traffico droga e altre attività economiche che finora non era stati inclusi nel calcolo PIL. Ca 60 miliardi in più rispetto al vecchio PIL senza il contrabbando.

È diventato necessario includere tutta l’attività economica per poter aumentare la base tassabile, e ricordiamoci che il PIL è il PIL è il PIL, ovvero che non importa per l’attività cosa viene incluso, in quanto cambiare la definizione del PIL non cambia la realtà della gente che lavora e paga tasse. Cambia solo quante tasse ci possono accollare per finanziare il debito.

Quindi sì, in realtà cambia l’attività economica, perché tassandoci sempre di più lo stato strozza l’attività economica, e quindi è forse li che dobbiamo cercare i -0.5% di PIL tra il 2013 e il 2014. Come al solito si attende la fine della recessione “nel prossimo trimestre” attualmente stimato a +0.5%. Continua a leggere…

Debito – Disavanzo 2007 – 2010 #2

Ecco alcuni altri paesi, non-arabi.

C’è un bel groviglio in mezzo, ma seguendo le frecce si riesce a capire quanto si sono indebitati i singoli paesi.

Ci sono due paesi con freccia gialla, assegnata a chi sul periodo è riuscito a risparmiare in percentuale sul PIL, anche se il debito pubblico ha continuato a crescere. Brasile e Ungheria.

E poi tre paesi con freccia blu, assegnata a chi è riuscito a migliorare il debito pubblico, anche se il disavanzo è salito. Norvegia, Cina e Svizzera.

Peggioramenti notevoli ci regalano ovviamente l’Islanda, e poi gli Stati Uniti, che dovrebbe in realtà avere un disavanzo pubblico molto più alto, in entrambi i punti.

Ricordiamoci che ogni singolo centesimo di debito deve essere ripagato. A questo punto tante persone diranno, “Mah, secondo me semplicemente decideranno di non pagare…”  Ma in quel caso sarà il creditore a pagare, non il debitore. Se tu presti dei soldi a un amico, e lui non ti ripaga, sei tu che hai perso i soldi. Questo vale anche a scala globale.

Debito – Disavanzo 2007 – 2010

Ho scaricato dal sito dell’IMF i dati su disavanzo e debito pubblici, per gli anni 2007 e 2010.

Ogni singola freccia per i paesi probabilmente messi peggio in Europa, Belgio etc fino all’Italia puntano in su verso destra. In ogni singolo paese il disavanzo è aumentato, ovviamente aumentando anche il debito pubblico. Il disavanzo di quest’anno si somma al debito dell’anno prossimo.

Mi sembra abbastanza chiaro che sarà impossibile tornare indietro in un modo significativo. È vero che l’Italia nel 2010 ha migliorato il disavanzo, solo -4,6% sul PIL, invece dei -5,3 del 2009. Ma guardando i numeri si tratta di un risparmio di 70 milioni di euro o giù di li, grazie pare a dei fattori macroeconomici più favorevoli di quanto atteso nel 2010. Ma questi pochi soldi in più sono già stati spesi nei primi mesi del 2011 perché il petrolio ormai è a 120 dollari al barile.

Il piccolissimo miglioramento dell’Italia nel 2010 era solo temporaneo, e comunque non si trattava certo di costringere dipendenti pubblici ad andare in pensione più tardi. Si trattava di togliere insegnanti dalla scuola pubblica e costringere i genitori a comprare sempre più materiale scolastico.

Detto questo, il disavanzo è spesso anche soggetto di contabilità creativa. Per esempio investimenti nell’infrastruttura possono essere ammortizzati su tantissimi anni, invece di creare subito un grosso impatto sul disavanzo. Solo che si tratta di uno stato, non un’azienda, quindi ogni anno vengono fatti grandi investimenti, per non parlare di manutenzioni, nell’infrastruttura.

Un altro modo per imbellire il disavanzo è il metodo statunitense, di semplicemente dichiarare che le guerre contro il terrorismo non pesano sul disavanzo. Tutta la campagna Iraq+Afghanistan, ma anche la ricostruzione di New Orleans, non vengono inseriti nel budget.

Ma i debiti si accumulano lo stesso.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 62 follower