Tag Archive | Brasile

Raffinerie in Brasile

In Análise Energia, ed. 2010, ci sono tante informazioni sulla produzione di energia in Brasile. Per esempio un elenco delle raffinerie, ecco la mappa:

Continua a leggere…

Vale la pena investire nel Pré-Sal?

Ogni volta che mi trovo vicino alla spiaggia mi stupisco delle quantità di elicotteri. La maggioranza sono piccoli, privati, di gente ricchissima che lo usa come mezzo di trasporto giornaliero. Ma alcuni, pochi, sono di taglia maggiore e di costruzione molto più robusta. Invece di volare lungo la costa, volano dritti verso il mare. Sono gli elicotteri che portano ingegneri e dirigenti del petrolio, alle piattaforme collocate a 300km di distanza dalla costa.

Ve la ricordate questa? La P-36 affondò...

Continua a leggere…

Vale la pena investire nel Pré-Sal?

Ogni volta che mi trovo vicino alla spiaggia mi stupisco delle quantità di elicotteri. La maggioranza sono piccoli, privati, di gente ricchissima che lo usa come mezzo di trasporto giornaliero. Ma alcuni, pochi, sono di taglia maggiore e di costruzione molto più robusta. Invece di volare lungo la costa, volano dritti verso il mare. Sono gli elicotteri che portano ingegneri e dirigenti del petrolio, alle piattaforme collocate a 300km di distanza dalla costa.

Ve la ricordate questa? La P-36 affondò…

Il loro lavoro è stabilire i parametri per l’esplorazione del petrolio Pré-Sal, (o chiamato  solo Pré-sal), avere una stima delle potenzialità delle riserve e capire meglio la fattibilità dell’estrazione.

Il Pré-sal prende il nome dalla roccia serbatoio che sta sotto lo strato di sale, in profondità sotto lo fondo del mare. Il campo di Tupi si trova a 5.000 metri sotto il livello del mare, che è profondo 2000 metri. Dopo i primi 1.000 metri di fondo inizia il sale, uno strato spesso 2.000 metri. E poi si arriva al petrolio.

L’insieme di scoperte si trova tra gli stati di Rio de Janeiro e Sao Paulo (Bem-te-vi, Carioca, Guara, Parati, Tupi, Iara, Caramba e Azulão o Ogun) ed è noto come “Cluster pré-sal”, perché il termine generico di “pré-sal” ormai si usa per qualsiasi scoperta di giacimenti sotto gli strati di sale nei bacini sedimentari brasiliani.

Il Pré-sal ha ricevuto moltissima attenzione mediatica, ed è stato al centro di studi e speculazioni. Era nel 2006 che la Petrobras ha annunciato la scoperta, e le prime estrazioni, in modo molto ridotti, sono iniziati nel settembre del 2008. Ma fino al 2009 l’unica operazione effettiva nell’area è stato una prova di lunga durata condotto dalla statale Petrobras nel campo di Tupi. Le prove dureranno fino a giungo.

Si saprà il volume delle riserve e il costo dell’estrazione grazie a questi studi. Nel bacino di Campos per esempio, al di fuori del Pré-sal, il costo di produzione del barile è di ca 30 dollari. C’è da aspettarsi che questo costo raddoppi per il Pré-Sal, a 60 dollari.

Quanto del petrolio esistente può essere estratto e a quale costo? Queste sono le domande che definiscono gli investimenti nel pré-sal secondo gli specialisti brasiliani del settore petrolifero. La tecnologia oggi non è all’altezza, ma si pensa che la tecnologia necesseria per l’estrazione verrà sviluppata se ci sono gli incentivi economici.

Le prime stime sul volume recuperabile da Tupi parlano di 5 a 8 miliardi di barrili di petrolio di alta qualità, cioè una qualità light, e anche di gas naturale. Tupi è sotto l’operazione di Petrobras per il 65%, la BG Group con 25% e la Galp Energia, con 10%. Tutti i campi Pré-Sal si trovano dentro acque territoriali brasiliane, per cui nella zona economica esclusiva del Brasile.

Secondo gli studi fatti finora il Brasile dovrebbe almeno raddoppiare il suo potenziale di produzione di petrolio. Oggi il paese è al 16mo posto, con riserve tra il 12,6 e i 14 miliardi di barili di petrolio. Gli esperti pensano che il Brasile potrebbe avere altri 16 miliardi di barili nel Pré-Sal, anche se bisogna ricordare che non è mai possibile estrarre tutto il petrolio da una riserva. Altre cifre dicono che le riserve ammontano a 50 miliardi. La zona Pré-Sal si estende da Espirito Santo fino a santa Caterina, ca 800km.

Il grosso pericolo durante l’estrazione e la “doença holandesa”, la malattia olandese, che può indebolire altri settori produttivi come l’industria e l’agricoltura. Se il petrolio viene estratto molto rapidamente, il Brasile diventa un esportatore e questo può portare alla sopravvalutazione della valuta brasiliana. In più il petrolio finirebbe in meno di una generazione.

Brasile: Il petrolio è di tutti.

Questa settimana su Veja (settimanale di attualità in Brasile) c’è un articolo sulla divisione delle ricchezze che verranno dal nuovo petrolio.

Davanti agli stati di Sao Paolo, Rio de Janeiro e Espirito Santo ci sono le famose aree “pré-sal”, che contengono grandi quantità di petrolio.

Estensione dell'area pré-sal

Continua a leggere…

In Brasile mancava la benzina

Questa mattina in macchina, ferma al semaforo, mi sono fatta dare un Destak, un giornale gratuito tipo Metro che viene distribuito qua a Rio. Ho trovato una piccola notizia sul combustibile:

Inizio febbraio il governo ha abbassato il contenuto di alcol a 20% nel carburante per evitare un ulteriore aumento del prezzo del’etanolo.

Impianto Vale a Minais Gerais

Continua a leggere…

Marchionne: no alla elettrica

La rivista brasiliana Veja il 10 di marzo 2010 ha pubblicato un’intervista (edicao 2155) con Sergio Marchionne sul futuro della macchina.

Secondo il pensamento di Marchionne possiamo dimenticarci la macchina elettrica. Ancora per molto tempo le macchine andranno avanti con motori a combustione. Motori, che ogni anno diventeranno più economici, decisamente superando i 24 chilometri per litro di benzina dei motori attuali. Inquineranno meno e useranno sempre più l’elettronica di bordo per evitare incidenti e code. “Gli elettrici non sono economicamente autosufficienti. La tecnologia avanza sempre e rende longevo il motore a combustione.” Continua a leggere…

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 58 follower