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32% del petrolio estraibile senza perdita a 40 dollari

Sul sito dell’economist c’è un infografica che vale la pena andare a guardare per chi vorrebbe capire la relazione tra riserve e il prezzo del petroli.

Un po’ di tempo fa qualcuno mi ha fatto la domanda perché mai si è così preoccupati per le riserve, e ovviamente la risposta è che la quantità di petrolio ritenuto estraibile dipende anche dal prezzo del petrolio.

L’infografico (qua la screenshot) quantifica proprio quello, cioè la differenza di petrolio estraibile per paese produttore a diversi livelli di prezzo:

viable oil 100 dollari the economist Continua a leggere…

WTI nuova resistenza

Eccolo:

wti 29 gen 16

Picchierà la testa contro la linea arancione un paio di volte prima di ritentare di affondare. Poi sarà interessante vedere se scende sotto quei 27qualcosa del 20 gennaio. Se no, vedremo presto il nuovo bull. In ogni caso quando il petrolio riprende a scendere dovrebbero seguire le azioni.

I miners si preparano (oddio, forse)

In questo momento i “miners” sono estremamente sottovalutati, forse di conforto per chi è lungo l’indice GDX direttamente, invece di perdere soldi con i call.

miners 24 gen 16.jpg

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Petrolio troppo depresso, solo il Blees è positivo

old rigIl petrolio è in quella fase deprimente del totale abbandono di qualsiasi sentimento bullish. In giro si vedono proiezioni per 20 e anche 10 dollari al barile. Addiritura  FT di oggi non c’è la fa a presentare solo un lato positivo, e fa condividere un articolo da due signori dall’opinione opposta.

Tecnicamente non c’è niente che potrebbe dare un po’ di speranza per una ripresa a breve. Le medie mobili puntano giù, il petrolio ha sotterato il livello minimo del 2008 di un dollaro, e non ci sono supporti a quel livello.

Fondamentalmente poi la produzione è ancora 1 milione in eccesso giornaliero rispetto al consumo, e tutti gli allarmi geopolitici per l’intero anno passato non sono riusciti a resuscitare il cadavere. Continua a leggere…

Domanda e offerta bilanciati al livello del 2006

Continuo sul filone di ieri, cioè i dati IEA, aggiornati al 11 dicembre.

Secondo l’investitore Kyle Bass (dal min. 19 ca) la capacità swing si è ridotta a 1 milioni di barili, il minimo storico (dove storico si riferisce alla mia memoria). Quindi guardando meglio la strutturale sovraproduzione non è poi così vero che stiamo nuotando nel petrolio.

La domanda mondiale non è mai stat così alta come nel 3Q15 (gli ultimi 5 datapoint sono stime):

domanda globale petrolio finno al Q4 2015.png

Cioè 95.40 milioni di barili al giorno. Per il 4Q il numero è leggermente più basso con 95.10 milioni di barili, ma quel numero ci metterà parecchi mesi a stabilizzarsi. Continua a leggere…

Bancarotte shale, esploratori sopravalutati?

old rigSecondo il sito eaglefordshale.com che segue lo sviluppo dell’industria shale negli Stati Uniti, fino a novembre 2015 più di 36 imprese shale hanno dichiarato bancarotta.

L’articolo.  L’ultima vittima, una delle 18 imprese texane fallite, deve decine di milioni ai suoi creditori.

Gli analisti del settore dicono che è molto probabile che il 2016 vedrà più bancarotte rispetto al 2015:

Analysts are warning that this is just the tip of the iceberg and many are forecasting bankruptcies will likely increase in the new year.

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La domanda non fa che salire

La verità del petrolio è che mai prima abbiamo avuto così poca possibilità di produrre grosse quantità swing in caso di necessità. La domanda è a un all time high, e se per il momento la produzione supera la domanda di 1.4 milioni di barili al giorno secondo la stima IEA per il 4Q2015, questo sarà presto invertito, in luglio-agosto o giù di li.

In attesa che mi venga ispirazione per grafici più innovativi posto quelli tratti dai numeri IEA per la domanda in giro per il mondo.

Tutti i grafici sono per quadrimestre, in milioni di barili al giorno.

I più poveri, Africa:

IEA domanda Africa

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I sauditi vanno in borsa

old rig

Prima era tutto facile

La vera notizia del giorno è che il paese più antidemocratico, razzista e sanguinaria del mondo ha le casse vuote e deve quotare l’unica azienda del paese in borsa per razzolare un po’ di fondi.

E tanti auguri quindi ai sauditi, che a quanto pare stanno discutendo di quotare la Saudi Aramco. Ora, che il prezzo è 33 dollari. Non tipo due anni fa, a 113 dollari.

Pare anche che gli analisti di tutto il mondo stiano cercando di valutare l’azienda, ovviamente senza arrivare a un risultato. Si va da 100 miliardi a 1.5 mila miliardi. O giù di li. Non potrebbe essere meno confusionaria in quanto si tratta anche di un paese estremamente opaco, e nessuno sa quanto petrolio posseggono davvero.  Due diligence totalmente impossibile quindi. Sempre che a qualcuno possa interessare aiutare i saudi a migliorare il bilancio.

Materie prime al livello del 1974

In un anno e mezzo il petrolio, qua Brent, ha perso il 70% :

Brent 8 gen 16

Ovvero è andato da 115 dollari in giugno 2014 ai 33 di oggi. Da un punto di vista dei trader potrebbe in realtà aver perso molto di più, visto che sono in tanti a gettare la spugna proprio quando l’asset raggiunge il fondo, per poi rientrare quando ci si sente sicuri. Continua a leggere…

Aggiornamento Brent futures

Sono due mesi che non tiro giù le futures sul Brent. Ora con il nuovo crollo mi sembrava interessante vedere se ci fosse stato qualche nuovo sviluppo.

Ecco i futures (da Barchart):

bent futures 14 dic 15.png

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